• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/08204 il TAR Palermo, con la Sentenza n. 461/2015 ha accolto i ricorsi presentati da Legambiente, del coordinamento regionale dei Comitati No MUOS e dal Movimento No MUOS Sicilia contro il...



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-08204presentato daCASTELLI Lauratesto diVenerdì 27 febbraio 2015, seduta n. 383

CASTELLI, D'UVA, MANNINO, DI VITA, RIZZO, CANCELLERI, LOREFICE e MARZANA. — Al Ministro della salute, al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare . — Per sapere – premesso che:
il TAR Palermo, con la Sentenza n. 461/2015 ha accolto i ricorsi presentati da Legambiente, del coordinamento regionale dei Comitati No MUOS e dal Movimento No MUOS Sicilia contro il provvedimento della regione Siciliana del 24 luglio 2013, la cosiddetta «revoca delle revoche» che aveva ridato via libera ai lavori per il completamento del MUOS. Ha inoltre rigettato i due ricorsi del Ministero della difesa contro i provvedimenti di «revoca» emessi in data 29 marzo 2013 dalla Regione siciliana, che i lavori per il MUOS avevano bloccato;
il TAR – organo che delibera su questioni amministrative – ha accolto i ricorsi basandosi sui vizi delle autorizzazioni originarie (emesse in data 1 e 11 giugno 2011 dalla Regione Siciliana, presidente allora Raffaele Lombardo) perché:
1) carenti di validi studi sui rischi per la popolazione e l'ambiente;
2) prive totalmente di studi riguardo i rischi per il traffico aereo;
inoltre, l'autorizzazione paesaggistica, necessaria per la realizzazione dell'opera all'interno di un sito protetto (in zona A della riserva naturale orientata Sughereta di Niscemi ed all'interno di un SIC – Sito di interesse comunitario), era frattanto scaduta e non rinnovata;
il TAR rileva per tutti questi motivi che i lavori sono iniziati e proseguiti in assenza di valido titolo autorizzativo e si devono qualificare, quindi, come abusivi;
i giudici del TAR concludono che la «revoca delle revoche», intervenuta il 24 luglio 2013 non consentiva comunque la ripresa dei lavori, in quanto l'annullamento intervenuto il 29 marzo 2013 richiedeva in ogni caso un nuovo iter autorizzativo e, in particolare, l'acquisizione di una nuova valutazione di incidenza ambientale e di un nuovo nullaosta paesaggistico, oltre tutti i pareri e nullaosta da acquisirsi in conferenza dei servizi: la ripresa dei lavori avvenuta a partire dal luglio 2013 era pertanto avvenuta in condizioni di abusivismo;
il TAR si pronuncia anche sugli aspetti tecnici, in particolare, afferma che la regione siciliana, nella redazione della «revoca delle revoche» ha utilizzato soltanto parzialmente lo studio dell'ISS (Istituto superiore della sanità), perché:
a) non ha tenuto in conto degli aspetti critici contenuti nello stesso Rapporto dell'Istituto superiore di sanità;
b) ha omesso di valutare il parere discordante dei tecnici incaricati dalla Regione, Mario Palermo e Massimo Zucchetti, partecipanti al tavolo di lavoro con l'Istituto superiore di sanità. I due tecnici avevano redatto una loro Relazione che esprimeva forti perplessità sugli aspetti di carattere ambientale, legati principalmente ma non solo all'emissione di radiazioni elettromagnetiche. La Relazione faceva parte integrante della documentazione che ISS aveva correttamente trasmesso alla regione siciliana nel luglio 2013;
c) l'ENAV (Ente nazionale aviazione civile) non ha dato alcuna esaustiva risposta riguardo ai rischi per il traffico aereo, né in corso autorizzativo e neppure durante il procedimento;
da queste premesse gli interroganti traggono le seguenti conclusioni:
a) i lavori del MUOS sono da considerare integralmente abusivi perché le autorizzazioni sono annullate con provvedimenti della regione del 29 marzo 2013, il MUOS insiste ora in zona A della RNO Sughereta di Niscemi sicché simili opere sarebbero vietate dal regolamento e conseguentemente è da escludere che possa provvedersene ora all'autorizzazione;
b) ad oggi non esistono valide valutazioni dell'impatto sul traffico aereo. Fino all'ultimo atto depositato al TAR l'ENAV ha chiarito che il MUOS interferirebbe con 12 rotte fra gli aeroporti di Comiso, Sigonella e Catania, ma di non poter rispondere sul quesito se questo possa danneggiare le strutture e le strumentazioni o essere pericoloso per i passeggeri. Il verificatore del TAR, professor Marcello D'Amore, ha affermato che non è provato che tale rischio sia scongiurato restando Sigonella nel campo vicino del MUOS (67 chilometri);
c) come evidenziato anche dall'Istituto superiore di sanità non esistono studi sull'esposizione ai campi elettromagnetici nel lungo periodo. Le Relazioni di Palermo e Zucchetti, integrate anche dai più ampi studi redatti da un gruppo di 10 tecnici indipendenti — consulenti dei comuni e della Associazioni nel ricorso al TAR e relazionate da Zucchetti in audizioni in Commissione Sanità del Senato della Repubblica (24 marzo 2014) e Commissione Difesa della Camera dei deputati (14 maggio 2014) mettono in evidenza i gravi rischi per la salute delle popolazioni inerenti ad esposizioni acute in seguito ad incidente ed esposizioni prolungate in seguito a normale funzionamento. Inoltre, le relazioni mettono in evidenza che non sono state considerate le possibili interazioni con altre fonti inquinanti quale può essere il vicino petrolchimico di Gela. La gran parte delle obiezioni tecniche nelle Relazioni sopra citate — e depositate anche durante il procedimento al TAR dai ricorrenti — sono state confermate nelle due relazioni di verificazione del professor D'Amore;
d) il MUOS non ha alcun interesse per la difesa nazionale: esso non è ancora in funzione non essendo in orbita tutti i satelliti necessari per il suo funzionamento, e il programma MUOS è in grave ritardo e richiede ancora tempi piuttosto lunghi. Inoltre non se ne conoscono bene né le modalità di funzionamento né gli scopi. Poi, si tratta di installazione ad uso esclusivo del Governo degli Stati Uniti d'America, e non dell'Italia né della NATO;
e) poiché il Governo italiano non ha sul MUOS alcun potere di controllo né possibilità di accedere all'utilizzazione, la sua realizzazione è avvenuta in forza di accordi non approvati dal Parlamento e, per questo, secondo gli interroganti illegittimi a seguito del disposto degli articoli 80 e 87 della Costituzione e non sorretti da quel regime di reciprocità che legittima le cessioni di sovranità secondo l'articolo 11 della Costituzione stessa;
f) sebbene la sentenza sarà probabilmente oggetto di appello, essa è in immediata applicazione. Nei prossimi giorni il «legal team» che ha promosso il procedimento al TAR diffiderà tutte le amministrazioni interessate: Ministero della difesa, regione siciliana, soprintendenza di Caltanissetta, Agenzia delle foreste demaniali a far osservare la sentenza pervenendo all'immediato spegnimento dell'impianto in vista della sua demolizione –:
se il Governo intenda porre in essere ogni azione utile e scrupolosa di competenza al fine di rimuovere il danno già determinatosi, nonché per conseguire il blocco dei lavori del Muos e lo spegnimento delle antenne NRTF esistenti, richiedendo il monitoraggio costante e continuo del sito sui limiti delle emissioni elettromagnetiche;
se il Governo intenda promuovere l'effettuazione di uno studio scientifico per dare contezza dell'avvenuto impatto sulla salute della popolazione fin dal 1991, assicurando un costante coinvolgimento informativo degli enti locali e dei Comitati NO MUOS;
se il Governo intenda assumere iniziative per ridurre drasticamente l'inquinamento delle matrici ambientali derivante dal Petrolchimico di Gela;
se il Governo intenda sostenere la nascita di un progetto per lo studio e l'approfondimento delle problematiche legate agli effetti dell'elettromagnetismo in un Centro di ricerca di eccellenza a Niscemi, sotto l'egida del CNR, ovvero in un centro già esistente, posto che il territorio di Niscemi e il suo ecosistema hanno comunque ricevuto nocumento per l'impatto determinato dalla presenza di questi impianti, e che questa, non sarebbe una semplice proposta compensativa per il danno subito fin dal 1991, ma il riconoscimento ad un territorio martoriato di un'opportunità anche di creazione di posti di lavoro e di collocazione di tante intelligenze locali, oggi costrette ad emigrare. (4-08204)