• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/00292 uno degli ultimi atti firmati dal Ministro pro tempore Francesco Profumo è il decreto ministeriale del 24 aprile 2013, n. 334, che prevede prove a luglio per i test universitari a numero...



Atto Camera

Interrogazione a risposta in commissione 5-00292presentato daBUONANNO Gianlucatesto diMartedì 11 giugno 2013, seduta n. 31

BUONANNO. — Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca. — Per sapere – premesso che:
uno degli ultimi atti firmati dal Ministro pro tempore Francesco Profumo è il decreto ministeriale del 24 aprile 2013, n. 334, che prevede prove a luglio per i test universitari a numero chiuso, graduatoria su scala nazionale e bonus fra i 4 ed i 10 punti per chi al voto di maturità ottiene dall'80 al 100;
in particolare, il decreto fissa le date al 23 luglio per medicina, al 24 per veterinaria ed al 25 luglio per architettura; più tempo invece per chi vuole accedere alle facoltà di professioni sanitarie, i cui test si svolgeranno il 4 settembre;
i test di medicina in lingua inglese si son svolti addirittura il 15 aprile 2013 nei sei atenei italiani in cui il corso è stato attivato: Roma (La Sapienza e Tor Vergata), Milano, Pavia, Napoli e Bari;
a partire dal 2014 i test per accedere alle facoltà a numero chiuso nelle università italiane si svolgeranno ad aprile: 8 aprile per medicina ed odontoiatria, 9 aprile per veterinaria, 10 aprile per architettura; solo per le professioni sanitarie la data resta a settembre (il 3);
il predetto anticipo è stata fortemente contestato dall'Unione degli universitari (UDU), lamentando che così si mettono in crisi i diplomandi, alle prese quasi in contemporanea con doppio impegno: maturità e preparazione ai test d'ingresso all'università;
affrontare i test d'ingresso a luglio, infatti, significa per molti studenti dover prepararsi in pochissimo tempo su materie a volte mai affrontate nel loro percorso di studi, peraltro non è detto che tutte le Commissioni avranno terminato per quella data gli esami orali, per cui gli studenti rischiano di dover giocoforza optare per la maturità e, quindi, non poter partecipare ai test di ammissione universitaria nonostante l'impegno e gli sforzi per prepararsi;
indubbiamente tale anticipo comporta sui ragazzi uno stress psico-fisico notevole; essi sono sotto pressione da una lato con la preparazione e l'allenamento a risolvere i quiz di logica, matematica, fisica, e altro, e dall'altro nell'affrontare la fase più calda dell'anno scolastico, con compiti in classe, interrogazioni, verifiche mirate alla preparazione all'esame di maturità;
tra le motivazioni alla base di tale anticipo si adduce che «l'anticipo è fatto per conformarci all'Europa», che «l'anticipo permette una miglior organizzazione logistica dei candidati» e che «la nuova data agevola gli studenti stranieri»;
a parere dell'interrogante trattasi di motivazioni superficiali, che non tengono conto della diversità dei percorsi educativi-informativi in Europa (ad esempio, in Germania o in Francia non sono richiesti i test), né tantomeno della immediata peggior organizzazione di studio dei ragazzi italiani rispetto a quella futura della logistica per chi volesse frequentare l'università, per non parlare poi di quella che all'interrogante appare l'assurdità di distruggere psicologicamente la gioventù per favorire qualche centinaio – forse – di studenti stranieri –:
se, alla luce delle considerazioni esposte in premessa, non ritenga opportuno e doveroso per gli studenti italiani rivedere il citato decreto ministeriale n. 334 del 2013. (5-00292)