• Testo MOZIONE

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Atto a cui si riferisce:
S.1/00387 premesso che: in data 13 febbraio 2015 il tribunale amministrativo regionale per la Sicilia, sezione di Palermo, prima sezione interna, ha pubblicato la sentenza n. 461/2015 Reg. Provv....



Atto Senato

Mozione 1-00387 presentata da VINCENZO SANTANGELO
giovedì 5 marzo 2015, seduta n.405

SANTANGELO, BERTOROTTA, BOTTICI, BULGARELLI, CAPPELLETTI, CASTALDI, CRIMI, MARTON, MONTEVECCHI, MORONESE, NUGNES, PAGLINI, PUGLIA, SCIBONA, SERRA, DONNO, COTTI - Il Senato,

premesso che:

in data 13 febbraio 2015 il tribunale amministrativo regionale per la Sicilia, sezione di Palermo, prima sezione interna, ha pubblicato la sentenza n. 461/2015 Reg. Provv. Coll., con la quale si è definitivamente pronunciato sui ricorsi riuniti, numeri 1864/11, 808/13, 950/13, 1825/13 e 2397/13 Reg. Ric.;

la sentenza, come è noto, ha ad oggetto la realizzazione in Contrada Ulmo, nel territorio del Comune di Niscemi (Caltanissetta), della stazione di comunicazione satellitare ad uso esclusivo della Marina militare statunitense individuato con l'acronimo Muos (Mobile user objective system);

la sentenza del TAR di Palermo parte dall'analisi dei 2 provvedimenti con cui il 29 marzo del 2013 l'Assessorato regionale del territorio e dell'ambiente revocava le autorizzazioni concesse nel 2011 per la realizzazione del Muos;

il TAR ritiene di dover condividere le censure avanzate dall'associazione "Legambiente" e dell'associazione "No Muos", secondo le quali i suddetti provvedimenti non sono da qualificare come revoche, ma, più correttamente, "come annullamenti d'ufficio, con effetto ex tunc, con la conseguenza che i lavori medio tempore eseguiti si devono considerare abusivi, perché privi ab origine di titolo legittimante";

il provvedimento del 24 luglio 2013, cosiddetta "revoca delle revoche", sarebbe invece una vera e propria revoca, traendo origine da un dato sopravvenuto, e cioè la relazione dell'Istituto superiore di sanità. Tale revoca, sottolineano i giudici amministrativi, "non potrebbe avere alcun effetto ripristinatorio, con la conseguenza che si sarebbero dovuti nuovamente acquisire nulla osta e pareri";

il TAR, in definitiva, ritiene di qualificare i 2 provvedimenti del 29 marzo 2013 in termini di annullamento, perché, si legge nella sentenza, «nulla è sopravvenuto tra la data di rilascio delle autorizzazioni (giugno 2011) e l'intervento in autotutela del marzo 2013, nessun fatto nuovo si è verificato o viene acquisito, nessuna nuova valutazione dell'originario corredo istruttorio e motivazionale è stata fatta dall'amministrazione regionale». Dunque, «ciò che si è accertato è esclusivamente una "mancanza" originaria di idonea attività istruttoria, che ha reso, quindi, in radice illegittimi i due atti». I lavori eseguiti fino a quel momento, affermano i giudici, si devono considerare «abusivi»;

la sentenza prosegue con l'esame del regime relativo all'autorizzazione paesaggistica rilasciata per tali opere, attraverso il quale si accerta che essa risulta scaduta il 18 giugno 2013 e mai rinnovata;

considerato che:

il provvedimento del tribunale amministrativo ha, dunque, disposto l'annullamento delle autorizzazioni in forza delle quali è stata realizzata (e parzialmente è ancora in corso di realizzazione) l'istallazione;

alla luce di quanto disposto dalla sentenza del TAR appare evidente che in assenza di procedimento autorizzatorio, allo stato le opere sono prive di qualsiasi autorizzazione e, pertanto, integralmente abusive e carenti dei requisiti per la loro permanenza e, tanto più, per la loro messa in esercizio;

in particolare, il TAR, accogliendo il ricorso n. 1825/13 R.G., proposto dall'associazione Legambiente, comitato regionale Sicilia onlus, e il ricorso n. 2397/13 R.G., proposto dall'associazione movimento No Muos Sicilia, ha annullato, per l'effetto, il provvedimento del dirigente generale del Dipartimento dell'ambiente dell'Assessorato del territorio e dell'ambiente della Regione Siciliana del 24 luglio 2013;

la sentenza n. 461/2015 è stata trasmessa dalla cancelleria del TAR alle amministrazioni interessate, le quali sono tenute a dare alla stessa esecuzione in via amministrativa, trattandosi di sentenza immediatamente esecutiva,

impegna il Governo:

1) alla luce dei fatti esposti in premessa, ad adottare ogni opportuna iniziativa, per quanto di propria competenza e nel rispetto dell'autonomia regionale siciliana, affinché sia data piena ed immediata esecuzione in via amministrativa alla sentenza del tribunale amministrativo regionale per la Sicilia, sezione di Palermo, prima sezione interna n. 461/2015 Reg. Provv. Coll. pubblicata il 13 febbraio 2015;

2) a vigilare, nel dettaglio, affinché non si svolga alcuna attività di completamento, implementazione ed utilizzo dell'istallazione di comunicazioni satellitari ad uso esclusivo della Marina militare statunitense denominata Muos, posta all'interno della base militare di Contrada Ulmo in agro del Comune di Niscemi, adottando il principio di precauzione, a denunciare alla competente autorità giudiziaria penale ogni attività illecita volta al completamento ed utilizzo dell'impianto e a denunciare l'avvenuta realizzazione delle opere abusive ed il loro permanere all'interno dell'area protetta in assenza di valida autorizzazione;

3) a rendere effettiva la sospensione dei lavori per la realizzazione del Muos, attivandosi presso i soggetti interessati per l'immediata dismissione delle opere già realizzate, al fine di non aggravare ulteriormente le conseguenze derivanti dall'istallazione di tale sistema sulla salute umana, sull'ecosistema della Sughereta di Niscemi, sulla qualità dei prodotti agricoli, sul diritto alla mobilità e allo sviluppo del territorio e dei suoi abitanti.

(1-00387)