• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/04955 nel 1991 l'ente pubblico «Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato» ha acquisito una casa editrice romana (poi divenuta Editalia s.p.a) operante, tra l'altro, nella produzione di libri d'arte,...



Atto Camera

Interrogazione a risposta in commissione 5-04955presentato daMICCOLI Marcotesto diLunedì 9 marzo 2015, seduta n. 387

MICCOLI. — Al Ministro dell'economia e delle finanze, al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. — Per sapere – premesso che:
nel 1991 l'ente pubblico «Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato» ha acquisito una casa editrice romana (poi divenuta Editalia s.p.a) operante, tra l'altro, nella produzione di libri d'arte, cura e pubblicazione dei cataloghi di importanti mostre;
il decreto legislativo 21 aprile 1999, n. 116, ha disposto la trasformazione dell'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato (IPZS) in società per azioni, previa verifica dei necessari requisiti economici e patrimoniali e approvazione di un piano triennale di impresa da parte del Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica, e che le azioni della società derivante dalla trasformazione dell'Istituto fossero attribuite al tesoro dello Stato;
il 2 agosto 2002 il Comitato interministeriale per la programmazione economica (CIPE), con deliberazione n. 59/2002 (Gazzetta Ufficiale n. 244 del 17 ottobre 2002) – ai sensi del decreto-legge 11 luglio 1992, n. 333, convertito, con modificazioni, nella legge 8 agosto 1992, n. 359, recante misure urgenti per il risanamento della finanza pubblica – ha deliberato la trasformazione dell'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato in società per azioni e che, tale comitato, per il fine menzionato, previa comunicazione alle Camere, potesse deliberare la trasformazione in società per azioni di enti pubblici economici, qualunque fosse il loro settore di attività;
le azioni della società derivante dalla trasformazione dell'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato sono attribuite al Ministero dell'economia e delle finanze e il Ministro dell'economia e delle finanze esercita i diritti dell'azionista;
con la citata delibera l'IPZS diviene una società per azioni cosiddetta «società in house», con azionista unico il Ministero dell'economia e delle finanze che ne possiede il 100 per cento;
Editalia spa, già patrimonio dell'IPZS, diventa una partecipata pubblica del Gruppo dell'Istituto stesso insieme a Sipleda spa;
nel 2005 Editalia e Sipleda spa si fondono e l'IPZS detiene il 99 per cento della loro proprietà. Dalla loro acquisizione ad oggi si produce un fatturato di oltre mezzo miliardo di euro, derivante dalla vendita delle produzioni d'arte;
tra i fini storici di Editalia vi è quello di promotore di cultura e di divulgazione dell'arte e degli artigiani dell'arte, rappresentando un giacimento di eccellenza del «made in Italy»;
Editalia spa ha un fatturato medio di circa 30 milioni di euro l'anno, chiude i bilanci in utile e contribuisce al mantenimento di un alto il livello dell'immagine culturale dello Stato e della pubblica amministrazione;
gran parte della medaglistica prodotta da Editalia viene realizzata attraverso commesse dirette affidate alla Zecca di Stato, con il contributo artistico, della Scuola dell'Arte della Medaglia;
il Ministero dell'economia e delle finanze ha collocato la controllata Editalia nell'elenco delle partecipazioni pubbliche oggetto di dismissione;
il 27 novembre 2014 l'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato con la presentazione del piano industriale 2015/2017, («Formalizzazione del ruolo Istituzionale di IPZS») ha ribadito che «l'obiettivo comune per la realizzazione di un interesse pubblico» dovrà essere «in linea con la Direttiva 2014/24/UE del 26 febbraio 2014»;
il 17 dicembre 2014 l'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato con avviso pubblico, ha annunciato che «intende procedere all'indizione ed all'espletamento di una procedura di consultazione competitiva per la cessione del 99,999 per cento del capitale della società Editalia spa»;
il bando su indicato, denominato «Procedura di Consultazione Competitiva» all'articolo 3.1 fa esplicito riferimento al «Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture in attuazione delle direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE», ovvero al «D.Lgs. n. 163/2006» imponendo le esclusioni di cui all'articolo 38, comma 1, lettere a), b), c), d), e), f), g), h), i), l), m), m-bis), m-ter), m-quater);
tale «procedura» ad avviso dell'interrogante non appare perfettamente «in linea con la Direttiva 2014/24/UE del 26 febbraio 2014», citata nel piano industriale 2015/2017 che, sebbene non ancora recepita, dovrebbe costituirne un riferimento; né il titolo «procedura di consultazione competitiva» è ravvisabile nella precedente direttiva 2004/18/CE;
nei «Requisiti relativi alla capacità finanziaria» (rif. bando 3.2) vengono chieste solo le «referenze bancarie rilasciate almeno da due istituti bancari o intermediari autorizzati ai sensi del decreto legislativo n. 385 del 1993», mentre sembra non essere obbligatorio quello dei bilanci previsto dall'articolo 41 del decreto legislativo n. 163 del 2006 «Capacità economica e finanziaria dei fornitori e dei prestatori di servizi» ovvero:
b) «bilanci o estratti dei bilanci dell'impresa, ovvero dichiarazione sottoscritta in conformità alle disposizioni del d.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445»;
c) «dichiarazione, sottoscritta in conformità alle disposizioni del d.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445, concernente il fatturato globale d'impresa e l'importo relativo ai servizi o forniture nel settore oggetto della gara, realizzati negli ultimi tre esercizi»;
articolo 41 che, al di là della sua obbligatorietà o meno, in questo contesto parrebbe di più che opportuna applicazione;
nei requisiti previsti dal bando non si ripropone quello relativo ai «Requisiti di idoneità professionale» (articolo 39 del citato codice dei contratti pubblici), pur trattandosi di un settore ad alto contenuto artistico e professionale;
vi sono grandi valori tecnici ed economici in gioco –:
se non intendano vigilare sull'ammissibilità, congruità e validità dei possibili acquirenti; su ogni aspetto riguardante l'appropriatezza ed economicità dei successivi passaggi;
se intendano o meno considerare la possibilità di attivarsi per il mantenimento dei livelli occupazionali e per la salvaguardia degli interessi economici dello Stato i quali, specialmente in merito ai valori artistico-culturali rappresentati, appaiono sottovalutati o trascurati. (5-04955)