• Testo ODG - ORDINE DEL GIORNO IN ASSEMBLEA

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Atto a cui si riferisce:
C.9/02613-A/030 premesso che: l'articolo 138 della Costituzione norma le modalità per il processo di revisione della Carta costituzionale; l'articolo 138 prevede che il Parlamento si esprima...



Atto Camera

Ordine del Giorno 9/02613-A/030presentato daFRATOIANNI Nicolatesto diLunedì 9 marzo 2015, seduta n. 387

La Camera,
premesso che:
l'articolo 138 della Costituzione norma le modalità per il processo di revisione della Carta costituzionale;
l'articolo 138 prevede che il Parlamento si esprima su una legge costituzionale con due votazioni (due per il Senato e due per la Camera in maniera incrociata). Per la prima votazione non è richiesta alcuna maggioranza qualificata e, perciò, la legge costituzionale o di revisione costituzionale può essere approvata anche a maggioranza semplice. Nella seconda votazione è richiesta la maggioranza assoluta per dar corso ad un procedimento referendario di tipo confermativo, oppure la maggioranza dei 2/3 dei componenti che confermerebbe senza bisogno di referendum la reale necessità di approvazione della legge o della revisione;
infatti, l'articolo 138 prevede che le leggi stesse siano sottoposte a referendum popolare quando, entro tre mesi dalla loro pubblicazione, ne facciano domanda un quinto dei membri di una Camera o cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali. La legge sottoposta a referendum non è promulgata, se non è approvata dalla maggioranza dei voti validi. Non si fa luogo a referendum se la legge è stata approvata nella seconda votazione da ciascuna delle Camere a maggioranza di due terzi dei suoi componenti;
il sistema descritto dall'articolo 138 ha lo scopo di garantire e proteggere il nostro ordinamento democratico. Infatti, i membri dell'Assemblea costituente avevano vissuto l'esperienza del regime fascista ed avevano assistito allo svuotamento delle norme dello Statuto Albertino, poste a tutela delle libertà fondamentali dei cittadini, e alla loro sostituzione con le leggi ordinarie autoritarie ed antidemocratiche. Il timore che si potesse ripetere una simile esperienza spinse i costituenti ad adottare un diverso tipo di Costituzione, non più flessibile come lo Statuto Albertino, ma rigida;
in ogni caso, sarebbe opportuno che sul disegno di legge al nostro esame fosse poi comunque possibile dare la parola ai cittadini, col referendum;
a più riprese la dottrina si è posta il problema della idoneità della procedura dell'articolo 138 a realizzare revisioni particolarmente ampie della Costituzione, fermo restando in ogni caso il necessario rispetto dei principi supremi e la distinzione tra potere costituente e potere costituito;
già l'Assemblea costituente se ne mostrò consapevole: il presidente Terracini sostenne che in merito alle modifiche della Carta ci si doveva limitare a revisioni parziali. L'ostacolo principale ad ammettere nel nostro ordinamento la possibilità di un ampia revisione della Costituzione è rappresentato, per molti autori, da un particolare momento della procedura prevista dall'articolo 138, ovvero dal referendum;
in ogni caso, qualora le modifiche apportate fossero ampie e su diversi argomenti, come nel provvedimento al nostro esame, nel rispetto dello spirito con i quali i costituenti hanno redatto l'articolo 138 e per rispettare l'impostazione della giurisprudenza costituzionale sull'omogeneità del quesito referendario, è opportuno ricorrere a referendum parziali, frazionando il testo di revisione in più quesiti,

impegna il Governo

ad adottare tutte le iniziative di propria competenza volte a favorire che il testo del provvedimento, una volta completato il suo iter parlamentare, sia sottoposto al giudizio dei cittadini tramite una consultazione referendaria, nonché, per il futuro, le opportune iniziative normative al fine di poter ricorrere ad un procedimento referendario di tipo confermativo su più quesiti differenziati per materie omogenee.
9/2613-A/30. Fratoianni, Quaranta, Costantino.