• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/00414 la persistenza della crisi socio-economica in atto vede il settore editoriale profondamente coinvolto, considerato il forte calo delle tirature e delle fogliazioni delle riviste; è...



Atto Camera

Interrogazione a risposta in commissione 5-00414presentato daRONDINI Marcotesto diVenerdì 21 giugno 2013, seduta n. 38

RONDINI. — Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali, al Ministro dello sviluppo economico. — Per sapere – premesso che:
la persistenza della crisi socio-economica in atto vede il settore editoriale profondamente coinvolto, considerato il forte calo delle tirature e delle fogliazioni delle riviste;
è notizia riportata sulla stampa (Il Giorno – ediz. Di Sud Milano; L'Avvenire – ediz. Milano e Lombardia) del 20 giugno 2013 quella del rischio di chiusura della Ecolgraf di Melzo, storico stabilimento di Via Marco Polo, che opera da decenni nel campo della stampa e della tipografia;
il 5 febbraio 1990 – si ricorda – apre a Melzo la Arnoldo Mondadori Printing, azienda tipografica del famoso gruppo editoriale; nel 2008, l'accordo Mondadori-Pozzoli ha permesso a quest'ultimo gruppo di divenire al 100 per cento proprietario dell'industria grafica (rilevando prima l'80 per cento della Mondadori Printing e nel 2012 il restante 20 per cento);
a gennaio 2013 l'azienda prende il nome di Ecolgraf, ma nello stesso periodo si apre tra i vertici di Pozzoni e Mondadori uno scontro in merito alla richiesta della Mondadori di abbassare le commesse almeno del 30 per cento, sebbene fossero state già fissate fino al 2017 nel contratto di cessione siglato nel 2008;
le commesse di Mondadori rappresentano più del 60 per cento di fatturato di Ecolgraf e il 90 per cento del fatturato dello stabilimento melzese, che stampa quasi esclusivamente periodici Mondadori;
il 6 giugno 2013, nella sede centrale a Verona, i gruppi si sono accordati per attuare la scontistica richiesta;
tale decisione comporta la necessità per Ecolgraf di recuperare 20 milioni di euro derivati sia dagli sconti sulle tariffe per le commesse, che dal calo dei volumi e della produttività;
l'azzeramento della sede melzese con la chiusura dello stabilimento coprirebbe 6,5 milioni dei 20 da recuperare;
tale ipotesi mette a rischio 140 posti di lavoro, vale a dire più di un centinaio di famiglie prive di sostentamento in un contesto socio-economico già avverso;
i sindacati hanno avanzato la proposta di «rinunciare alla 14a e premi di produzione, in cambio di certezze che lo stabilimento di Melzo rimanga aperto per un periodo stabilito e concordato» –:
se e quali iniziative di propria competenza, anche in termini di moral suasion, il Governo intenda adottare a tutela dei dipendenti della Ecolgraf di Melzo ed a salvaguardia dei posti di lavoro, anche attraverso l'apertura di un tavolo di confronto con tutte le parti interessate dalla vicenda. (5-00414)