Articolo aggiuntivo n. 4.0.5 al ddl S.1504 in riferimento all'articolo 4.

testo emendamento del 12/11/14

Dopo l'articolo , aggiungere il seguente:

«Art. 4-bis.

        1. Nel codice civile, dopo l'articolo 337-octies è aggiunto il seguente:

        ''Art. 337-nonies. - (Criteri di domiciliazione dei figli minori e per la genitorialità condivisa). – 1. In tutti i procedimenti previsti nel presente capo, e in tutti i procedimenti inerenti alla separazione e divorzio dei coniugi con figli minori, laddove non venga disposto l'affidamento a un solo genitore ai sensi dell'articolo 337-quater, il giudice informa le parti dell'importanza di una genitorialità materialmente condivisa, analizza i piani genitori ali presentati dai genitori stessi e valuta prioritariamente, anche contro la volontà di una delle parti, di fissare la domiciliazione paritaria dei minori presso entrambi i genitori, in modo da garantire ai figli tempi equivalenti di permanenza con ciascuno di essi.

        2. Laddove sia necessario stabilire tempi differenziati di permanenza dei figli minori presso ciascun genitore, al fine di garantire la pariteticità temporale delle frequentazioni di entrambi, il giudice può anche prevedere ampi spazi di compensazione durante le feste scolastiche, sia estive che di fine anno.

        3. Qualora il giudice ritenga che la domiciliazione paritetica non risponda all'interesse del minore, può fissare una domiciliazione esclusiva presso uno dei genitori, ma in tale caso deve indicare dettagliatamente le ragioni della sua decisione e le cause che l'hanno resa necessaria, invitando i genitori a rimuovere tali cause con il fine di garantire ai figli una piena ed equilibrata bigenitorialità.

        4. Salvo il comprovato pericolo di pregiudizio per la salute psicofisica dei minori, in ogni caso deve essere garantita alla prole la permanenza di non meno di un terzo del proprio tempo presso il genitore meno coinvolto.

        5. Il giudice, se richiesto, adotta sempre con proprio provvedimento gli accordi intervenuti fra i genitori, ove non li ritenga con decisione motivata manifestamente contrari all'interesse dei minori stessi.

        6. Sia in caso di affidamento condiviso che di affidamento esclusivo, la modifica dei luoghi di residenza dei figli minori deve essere preventivamente concordata tra i genitori e, in caso di disaccordo, decisa dal giudice sentite le parti, privilegiando ove possibile il diritto dei minori a mantenere il loro ambiente familiare e valutando con particolare attenzione l'opportunità dei trasferimenti al di fuori del comune di residenza ovvero a distanza superiore agli otto chilometri dalla residenza abituale della prole. In questi ultimi casi devono sussistere eccezionali ragioni, esclusivamente a favore del minore, e le maggiori spese documentate per l'esercizio del diritto di frequentazione della prole nelle nuove condizioni di residenza della stessa devono essere sopportate per almeno due terzi dal genitore che ha chiesto il trasferimento.

        7. Nei casi ordinari di condivisione dell'affidamento, le amministrazioni locali, scolastiche e gli istituti per l'infanzia non possono in nessun caso accettare trasferimenti di residenza e iscrizioni di prole minorenne richiesti da uno solo dei genitori. I trasferimenti eventualmente già concessi senza il consenso di entrambi i genitori o comunque in assenza di decisione del giudice debbono essere immediatamente revocati a semplice richiesta. Salvo i casi di urgenza, anche gli ospedali pubblici e privati devono accertare attraverso un modulo il consenso di ambedue i genitori a eventuali interventi chirurgici programmati.''».