Articolo aggiuntivo n. 2.03 al ddl C.1544 in riferimento all'articolo 2.

testo emendamento del 07/10/13

  Dopo l'articolo 2, aggiungere il seguente:

Art. 2-bis.
(Deducibilità dell'IMU ai fini delle imposte sui redditi, ripristino parziale della imponibilità ai fini IRPEF dei redditi derivanti da unità immobiliari non locate e misure in materia di assimilazioni e detrazioni per canoni di locazione).

  1. Il comma 1 dell'articolo 14 del decreto legislativo del 14 marzo 2011, n. 23, è sostituito dal seguente:
  «1.L'imposta municipale propria è deducibile ai fini della determinazione del reddito di impresa e del reddito degli esercenti arti e professioni nella misura del cinquanta per cento. La medesima imposta è indeducibile ai fini dell'imposta regionale sulle attività produttive».

  2. In deroga all'articolo 3, comma 1, della legge 27 luglio 2000, n. 212, le disposizioni del comma 1, primo periodo, hanno effetto a decorrere dal periodo d'imposta in corso al 31 dicembre 2013 e delle stesse non si tiene conto ai fini della determinazione dell'acconto delle imposte sui redditi dovute per il medesimo periodo d'imposta.
  3. Al decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23, sono apportate le seguenti modificazioni:
   a) all'articolo 8, comma 1, le parole: «, per la componente immobiliare, l'imposta sul reddito delle persone fisiche e le relative addizionali dovute in relazione ai redditi fondiari relativi ai beni non locati, e» sono soppresse;
   b) all'articolo 9, comma 9, dopo il secondo periodo è aggiunto il seguente: «Il reddito dominicale dei terreni non affittati e il reddito dei fabbricati non locati, assoggettati all'imposta municipale propria, ad eccezione del reddito dell'unità immobiliare adibita ad abitazione principale e quello delle relative pertinenze, concorrono alla formazione della base imponibile dell'imposta sul reddito delle persone fisiche e delle relative addizionali nella misura del cinquanta per cento».

  4. In deroga all'articolo 3, comma 1, della legge 27 luglio 2000, n. 212, le disposizioni del comma 3 hanno effetto a decorrere dal periodo d'imposta in corso al 31 dicembre 2013.
  5. All'articolo 13, comma 10, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Sono assimilate all'abitazione principale, le unità immobiliari concesse in uso gratuito ai parenti entro il primo grado e ai fratelli e alle sorelle del soggetto passivo, che le utilizzino come abitazione principale limitatamente alla quota di rendita risultante in catasto eccedente il valore di euro 500. In caso di più unità immobiliari, la misura di cui al periodo precedente può essere applicata ad una sola unità immobiliare».
  6. All'articolo 16, del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, i commi da 01 a 1-bis sono sostituiti dai seguenti:
  01. Ai soggetti titolari di contratti di locazione di unità immobiliari adibite ad abitazione principale, stipulati o rinnovati ai sensi della legge 9 dicembre 1998, n. 431, spetta una detrazione complessivamente pari a:
   a) euro 500, se il reddito complessivo non supera euro 15.493,71;
   b) euro 250, se il reddito complessivo supera euro 15.493,71 ma non euro 30.987,41.

  1. Ai soggetti titolari di contratti di locazione di unità immobiliari adibite ad abitazione principale degli stessi, stipulati o rinnovati a norma degli articoli 2, comma 3, e 4, commi 2 e 3, della legge 9 dicembre 1998, n. 431, spetta una detrazione complessivamente pari a:
   a) euro 800, se il reddito complessivo non supera euro 15.493,71;
   b) euro 400, se il reddito complessivo supera euro 15.493,71 ma non euro 30.987,41.

  1-bis. Ai lavoratori dipendenti che hanno trasferito o trasferiscono la propria residenza nel comune di lavoro o in uno di quelli limitrofi nei tre anni antecedenti quello di richiesta della detrazione, e siano titolari di contratti di locazione di unità immobiliari adibite ad abitazione principale degli stessi e situate nel nuovo comune di residenza, a non meno di 100 chilometri di distanza dal precedente e comunque al di fuori della propria regione, spetta una detrazione, per i primi tre anni complessivamente pari a:
   a) euro 1.500, se il reddito complessivo non supera euro 15.493,71;
   b) euro 800, se il reddito complessivo supera euro 15.493,71 ma non euro 30.987,41.»