Proposta di modifica n. 1.1 ai ddl C.3745 , C.3854 , C.4574 , C.4631 in riferimento all'articolo 1.

testo emendamento del 03/10/17

  Sostituire l'articolo 1 con il seguente:

Art. 1.

  1. Alla legge 31 dicembre 2012, n. 247 dopo l'articolo 13 è inserito il seguente:

«Art. 13-bis.
(Equo compenso e clausole vessatorie).

  1. Il compenso degli avvocati iscritti all'albo nei rapporti professionali regolati da convenzioni aventi ad oggetto lo svolgimento, anche in forma associata, delle attività di cui all'articolo 2, commi 5 e 6, primo periodo, della presente legge, in favore di imprese bancarie e assicurative, nonché di imprese non rientranti nelle categorie delle microimprese o delle piccole o medie imprese, come definite nella raccomandazione 2003/361/CE della Commissione, del 6 maggio 2003, quando le convenzioni sono unilateralmente predisposte dalle stesse imprese, si considera equo quando risulta proporzionato alla quantità e alla qualità del lavoro svolto, nonché al contenuto e alle caratteristiche della prestazione legale, tenuto conio dei parametri previsti dal regolamento di cui al decreto del Ministro della giustizia adottato ai sensi dell'articolo. 13, comma 6, della legge 31 dicembre 2012, n. 247.
  2. Le convenzioni di cui al comma precedente si presumono unilateralmente predisposte dalle imprese di cui al medesimo comma salvo prova contraria.
  3. Si considerano vessatorie, salvo che siano state oggetto di specifica trattativa, le clausole contenute nelle convenzioni di cui ai commi 11 e 12 che consistono:
   a) nella riserva al cliente della facoltà di modificare unilateralmente le condizioni del contratto;
   b) nell'attribuzione al cliente della facoltà di rifiutare la stipulazione in forma scritta degli elementi essenziali del contratto;
   c) nell'attribuzione al cliente della facoltà di pretendere prestazioni aggiuntive che l'avvocato deve prestare a titolo gratuito;
   d) nell'anticipazione delle spese della controversia a carico dell'avvocato;
   e) nella previsione di clausole che impongono all'avvocato la rinuncia al rimborso delle spese;
   f) nella previsione di termini di pagamento superiori ai sessanta giorni dalla data di ricevimento da parte del cliente della fattura o di una richiesta di pagamento di contenuto equivalente;
   g) nella previsione che, in ipotesi di liquidazione delle spese di lite in favore del cliente, all'avvocato sia riconosciuto solo il minore importo previsto in convenzione, anche nel caso in cui le spese liquidate siano state in tutto o in parte corrisposte o recuperate dalla parte;
   h) nella previsione che, in ipotesi di nuova convenzione sostitutiva di altra precedentemente stipulata con il medesimo cliente, la nuova disciplina sui compensi si applichi, se comporta compensi inferiori a quelli previsti nella precedente convenzione, anche agli incarichi pendenti o, comunque, non ancora definiti o fatturati. Le clausole di cui alle lettere a), c), d), e) e g), si considerano vessatorie anche qualora siano state oggetto di trattativa.

  4. Le clausole considerate vessatorie ai sensi del comma precedente sono nulle, mentre il contratto rimane valido per il resto.
  5. Il giudice, accertate la non equità del compenso e la vessatorietà di una clausola a norma dei commi precedenti, dichiara la nullità della clausola e determina il compenso dell'avvocato tenuto conto dei parametri previsti dal regolamento di cui al decreto del Ministro della giustizia adottato ai sensi dell'articolo 13, comma 6 (della legge 31 dicembre 2012, n. 247)».

  Conseguentemente, gli articoli 2, 3, 4, 5 e 6 sono soppressi.