Camera, disegno di legge   presentato da Mario BORGHESE (SC-ALA CLP-MAIE) e altri

Disposizioni in materia di vaccinazioni obbligatorie

  • presentato il: 31/03/2016
  • tipo di iniziativa: Parlamentare
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  • ultimo status: 29/04/2016 Camera: assegnato (non ancora iniziato l'esame)
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iter parlamentare del disegno di legge:  
  • 31/03/2016C.3707

    presentato alla Camera

  •  C.3707

    da approvare alla Camera

  •  

    da approvare al Senato

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1 C. 3707 EPUB Proposta di legge presentata il 31 marzo 2016 0  
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Questa proposta di legge presenta una serie importante di criticità: Primariamente entra in conflitto con il diritto allo studio: • con gli artt. 33 e 34 della Costituzione, e segnatamente con i principi di libero accesso all’istruzione scolastica, senza alcuna discriminazione (art. 34, comma 1 Cost.), di obbligatorietà e gratuità dell’istruzione dell’obbligo (art. 34, comma 2 Cost.), di riconoscimento del diritto allo studio, tanto cogente da estrinsecarsi anche mediante provvidenze da attribuire agli studenti indigenti meritevoli (art. 34, comma 3 Cost.); • con il DPR 355/1999, che nel suo art.1, comma 2 recita “La mancata certificazione [di avvenuta vaccinazione e rivaccinazione obbligatoria, ndr] non comporta il rifiuto di ammissione dell'alunno alla scuola dell'obbligo o agli esami”; • l’importante giurisprudenza maturata, che conferma la prevalenza del diritto allo studio sulla fattispecie della condizione vaccinale. In secondo luogo entra violentemente in conflitto con le vigenti previsioni di legge in materia di diritto alla salute: • art. 32 della Costituzione, che recita “Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana”; • la consolidata giurisprudenza che chiarisce che, in ogni caso, le previsioni di legge ordinaria che istituiscano un obbligo terapeutico devono contemperare le esigenze collettive con quelle di tutela della salute e del diritto individuale all’autodeterminazione, stabilendo il principio (valido anche per i Sindaci, nella loro veste di responsabile della condizione di salute della popolazione del suo territorio, previste dalla legge) per cui un obbligo medico può essere introdotto per legge solo a tutela della salute del singolo e, per quello che attiene la tutela della salute della collettività, può essere introdotto SOLO in condizioni di minaccia attuale e effettiva per la salute pubblica (cioè di epidemia in atto, e non solo di potenziale rischio statistico stimato dal non raggiungimento del limite ottimale di vaccinazioni effettuate per coorte, come previste dal PNPV); • la necessità, per qualsiasi intervento di carattere sanitario, del necessario consenso informato, che può essere rifiutato o revocato in qualsiasi momento (Convenzione di Oviedo, art.5), precisando che se un minore non ha la capacità di dare consenso a un intervento, questo non può essere effettuato senza l’autorizzazione del suo rappresentante [in Italia in genitore o tutore, ndr], ratificato in Italia con Legge 145/2001 • in analogia agli articoli 7 e 17 della Convenzione di Oviedo si stabilisce il principio per cui “un intervento avente per oggetto il trattamento di questo disturbo se non quando l’assenza di un tale trattamento rischia di essere gravemente pregiudizievole alla sua salute”. Nel caso di specie, trattandosi di vaccinazioni preventive, si parla di interventi su soggetti sani che non sono esenti da possibilità di danno per la salute, come invece acclarato e previsto nella ratio della Legge 210/1992. Questa proposta di legge, pur non entrando formalmente nel merito della disciplina sanitaria, vi entra sostanzialmente in modo invasivo: se si impone l’assolvimento dell’obbligo vaccinale come condizione necessaria per assolvere l’obbligo scolastico o per partecipare agli esami, di fatto si lede inevitabilmente e coercitivamente il diritto di scelta terapeutica, impedendo di fatto il libero consenso informato (viene meno il presupposto di libertà, fondamentale per il consenso informato) e violando profondamente la sfera di libertà stabilita dalla costituzione, dagli accordi internazionali e dalla già corposa giurisprudenza in merito. Un altro aspetto che merita considerazione è la profonda discriminazione e privazione dei diritti fondamentali cui andrebbe incontro il minore che comunque non venisse vaccinato: non potrebbe accedere all’istruzione, che è una potente leva per l’esercizio della libertà individuale e (in prospettiva) politica, ma non potrebbe nemmeno avere una regolare vita sociale, con gravi danni per la crescita e la salute del minore stesso. Come indicato dalla stessa OMS, la salute è "uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non la semplice assenza dello stato di malattia o infermità": ciò che per previsione normativa va a ledere il diritto alla regolare crescita sociale (e quindi alla salute) dei giovani cittadini è una grave azione discriminante che va contro tutta la normativa nazionale e internazionale vigente, compresa la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo e la Dichiarazione Universale dei Diritti del Fanciullo, che nel suo Principio Settimo recita: “il fanciullo ha diritto a una educazione che, almeno a livello elementare, deve essere gratuita e obbligatoria. Egli ha diritto a godere di un educazione che contribuisca alla sua cultura generale e gli consenta, in una situazione di eguaglianza di possibilità, di sviluppare le sue facoltà, il suo giudizio personale e il suo senso di responsabilità morale e sociale, e di divenire un membro utile alla società. Il superiore interesse del fanciullo deve essere la guida di coloro che hanno la responsabilità della sua educazione e del suo orientamento; tale responsabilità incombe in primo luogo sui propri genitori. Il fanciullo deve avere tutte le possibilità di dedicarsi a giochi e attività ricreative che devono essere orientate a fini educativi; la società e i poteri pubblici devono fare ogni sforzo per favorire la realizzazione di tale diritto.” Tutta questa argomentazione per chiarire su quali basi propongo il ritiro di questa proposta, che è carente nella forma, sproporzionata rispetto alle reali esigenze di salute collettiva in questa fase storica, lesiva dei diritti individuali di studio, salute e socialità del minore e che, nel momento esatto della sua eventuale approvazione, potrebbe essere facilmente impugnata e annullata in più sedi giurisdizionali.

primi firmatari:
relatori:

che cosa sono i firmatari

che cosa sono i relatori

687583 Mario BORGHESE (Gruppo Misto)

e un cofirmatario... [ apri ]

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